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T-red, arrivano stangate da 700 euro


t-redCON L’EMISSIONE di cartelle esattoriali anche di 700 euro, riesplode il caso T-red di Tavazzano e Montanaso. I referenti del Comitato Semafolle, che si battono da quando, tra maggio 2006 e lo stesso mese del 2007, furono accesi gli strumenti di rilevazione sui semafori dei due comuni provocando un’ondata di 11.400 multe, hanno reso noto di essere stati contattati in questi giorni da diversi cittadini che si sono visti recapitare le salatissime cartelle di recupero crediti da parte del Consorzio di Polizia Nord Lodigiano: «Ci risulta — spiegano — che siano ancora parte di quelle 11.400 (continua…)


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I T-red sequestrati sbagliavano una multa su due


semaforoLE MULTE che producevano hanno sollevato proteste, ricorsi e inchieste. Ma i T-red installati nel Lodigiano, come pure in altre province italiane, forse sorprendono di più per le multe che non hanno prodotto. Tante volte, troppe in verità, hanno scattato fotografie che non sono mai diventate multe. E lo scarto fra le foto scattate e le multe prodotte, che in termini tecnici è la percentuale d’errore, arriva a livelli talvolta impressionanti.

SPECIE SE confrontati con i limiti imposti dal Codice della Strada, che impone uno scarto massimo del 5 per cento per l’omologazione delle apparecchiature. A raccogliere, con pazienza certosina, 142 pagine di dati sui T-red di tutta Italia, quindi anche del Lodigiano, è stato Giorgio Marcon, trevigiano che da multato si è trasformato in uno dei più attivi esponenti di uno fra i molti comitati anti-semaforo che sono sorti nel Nord. Nelle pagine fitte di tabelle (continua…)


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Multe con semafori truccati, L’inventore ora è in carcere


E a Milano 3 milioni di verbali, uno ogni 11 secondi. Stefano Arrighetti agli arresti domiciliari

 MILANO — Hanno arrestato il papà del T-Red, il micidiale marchingegno a infrarossi che ha inchiodato milioni di automobilisti nel bel mezzo di un incrocio semaforico attraversato col rosso. L’inventore, al secolo ingegner Stefano Arrighetti, 46 anni, natali genovesi e residenza in Brianza, amministratore unico della Kria di Desio, è accusato dalla Procura di Verona di avere truffato il ministero dei Trasporti e di frode in pubbliche forniture. Per l’accusa, Arrighetti avrebbe omologato un apparecchio fatto in un modo e ne avrebbe commercializzato uno diverso, privo delle necessarie approvazioni ministeriali. Il pm Valerio Ardito, titolare dell’inchiesta, lo voleva addirittura in cella, ma il gip veronese Sandro Sperandio ha deciso di applicare una misura cautelare attenuata, quella degli arresti domiciliari. E così, saputo che lo stavano cercando, l’altra sera Arrighetti, all’estero per ragioni di lavoro, si è affrettato a fare rientro in Italia e si è presentato ai carabinieri di Seregno.

Il semaforo truccato all’incrocio di Segrate (Gerace)

In verità, fin dall’inchiesta milanese sul T-Red — nella quale Stefano Arrighetti è stato ascoltato come teste e non è mai stato indagato — aveva deciso di sospendere la produzione dell’apparecchiatura castiga automobilisti. Tutta colpa di un relè non omologato. Ma quel relè, sostiene la difesa, nulla avrebbe a che fare con il T-Red vero e proprio perché sarebbe solo una parte dell’hardware che, assieme a un qualunque computer, costituisce l’unità di gestione dell’apparecchio. Unità di cui non è necessaria, o è mai stata richiesta, omologazione. Categorico, sul punto, l’avvocato Rosario Minniti, difensore di Arrighetti: «La Procura di Milano, che certo non può ritenersi meno qualificata di quella di Verona, ha minuziosamente valutato il funzionamento del T-Red e la relativa omologazione ministeriale escludendo qualunque loro incidenza sul regolare accertamento degli illeciti contestati agli automobilisti. Contrariamente a quello che risulta annotato nel provvedimento cautelare, il relè, sul quale è concentrata l’attenzione della Procura di Verona, non ha alcuna incidenza causale sul corretto funzionamento dell’apparecchiatura omologata. È sconcertante che uno scienziato della levatura di Arrighetti sia stato privato della libertà prima essere interrogato, come avevo chiesto con atto depositato il 28 novembre 2008». (continua…)